IIS ENRICO MATTEI.

Coolest Projects

Un’isola e 32 atolli sparsi nelle acque dell’Oceano Pacifico, tra l’Australia e le Hawaii, spiagge bianche ed acque cristalline; questa perfetta rappresentazione del concetto del paradiso tropicale si chiama: Kiribati. 

Ma tutto ciò andrà lentamente ed inesorabilmente a sparire. Le cause sono da ricercare nei gravi cambiamenti climatici, nell’inquinamento dei mari e nel conseguente innalzamento degli stessi. Kiribati sarà tra le prime nazioni ad essere sommerse dalle acque marine. 

Uno dei tanti appelli alla Comunità Scientifica ed ai giovani makers dell’ex Presidente della Repubblica di Kiribati Anote Tong ha colpito l’ingegno e la fantasia della nostra studentessa Ilaria Romano II° L (Liceo “E. Mattei”) e del fratello Alessio (Scuola “Don Bosco”). Insieme, hanno iniziato a progettare un sistema che permettesse, contemporaneamente, sia di risolvere il problema dell’inquinamento derivante dalla plastica e sia trovare un sistema che renda possibile la vita sicura e stabile, sul mare.

Da questo connubio è nato S.I.M.A.G. (Sistema Informatico di Moduli Abitativi Galleggianti) che è valso, ai due fratelli, il primo posto nella categoria Hardware “Futuro ed ecosostenibilità” nel contest nazionale “Coolest Projects Italia” (presso il Politecnico di Milano). Inoltre, superando le gare nazionali, si sono qualificati al prestigioso “Coolest Projects International” (presso la RDS Arena, Dublino). Qui, il 5 maggio, hanno rappresentato, insieme agli altri vincitori del concorso svoltosi a Milano, il Tricolore incontrando i migliori makers dai 5 Continenti.
Un gruppo di esperti internazionali ha analizzato e giudicato i progetti di tutti questi giovani maker, premiando le idee più innovative nelle varie categorie. Ilaria e Alessio hanno vinto il “Coolest Projects International 2019” che al di là della categoria, premia il  miglior progetto tra tutti.

S.I.M.A.G. è un progetto robotico, realizzato in scala ridotta, che dimostra come, concretamente, i rifiuti di plastica (PET) possano essere riutilizzati per rallentare il cambiamento climatico e creare “nuovi terreni” su cui costruire, con tecniche di costruzione innovativa. Ciò, per garantire non solo al popolo di Kiribati di continuare a vivere sulle loro isole, ma anche per poter intervenire rapidamente in tutte quelle situazioni d’emergenza che si vengono a creare all’indomani di disastri meteorologici (tzunami, alluvioni, tempeste ecc). Qui, si necessita la presenza di “villaggi” autosufficienti ed autonomi da mettere in campo in pochissimo tempo. O più semplicemente aumentando gli arenili, creando passerelle, banchine e/o isole galleggianti, sfruttabili dai comuni litorali.

 

Quindi, che dire… grazie ragazzi, siete il nostro futuro!

 


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